IL LIBRO ANNACUCCU’ PER LA XXV EDIZIONE DEL PREMIO

RINVIATO

Il 27 ottobre appuntamento a Roseto degli Abruzzi*
per la XXV Edizione del Premio nazionale Paolo Borsellino
con la presentazione del libro Annacuccù” di Primo Di Nicola

Roseto degli Abruzzi – ore 11
I.I.S. Vincenzo Moretti
Saluti
Sabrina Del Gaone Dirigente Scolastica
Ospite
Primo Di Nicola Autore del Libro

*È prevista la partecipazione di una delegazione
di studenti in presenza ed è garantita la partecipazione
all’incontro in Streaming di tutti gli altri studenti

LA SENATRICE PETTY L’ABBATE PER LA XXV EDIZIONE DEL PREMIO

Il 26 ottobre appuntamento a Pescara*
per la XXV Edizione del Premio nazionale Paolo Borsellino
con la presentazione del libro Una Nuova economia Ecologica – Oltre il Covid-19 e il cambiamento climatico” di Petty L’ABBATE

Pescara
Officina del Gusto – ore 11
IPSSEOA “Filippo De Cecco”
Saluti
Alessandra Di Pietro Dirigente Scolastica
Ospite
Petty L’Abbate Autrice del libro
Interviene
Tommaso Navarra Presidente del Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga

*È prevista la partecipazione di una delegazione
di studenti in presenza ed è garantita la partecipazione
all’incontro in Streaming di tutti gli altri studenti

PROGRAMMA XXV EDIZIONE DEL PREMIO

Programma della XXV Edizione del Premio Nazionale Paolo Borsellino


Per tutti gli appuntamenti nelle scuole è prevista la partecipazione di una delegazione di studenti in presenza ed è garantita la partecipazione gli incontri in Streaming di tutti gli altri studenti appartenenti all’Istituto coinvolto.

Inoltre, tutti gli Appuntamenti si terranno rispettando le misure di prevenzione per il contenimento del contagio da Covid-19


• Lunedì 19 Ottobre – Ore 10.30
Sala Tinozzi – Prefettura di Pescara
Conferenza

• Martedì 20 Ottobre – Ore 11
IPSSEOA F. De Cecco di Pescara
Presentazione del Libro “Noi. Gli uomini di Falcone
Saluti
Alessandra Di Pietro – Dirigente Scolastica
Ospite
Angiolo Pellegrini – Autore del libro

• Martedì 20 Ottobre
Testimonianze video di:
Sabrina Del Gaone, Alessandra Di Pietro, Manuela Divisi e Daniela Morgione
Sul portale www.officinalegalita.itPagina Facebook del Premio

• Mercoledì 21 Ottobre – ore 11 e ore 12
Istituto Statale Superiore Vincenzo Moretti di Roseto degli Abruzzi
Spettacolo Teatrale “+ Belli – Bulli”
Spettacoli contro il bullismo segue dibattito compagnia “Il posto delle fragole” di Roma Presenta
Sabrina Del Gaone – Dirigente Scolastica

• Mercoledì 21 Ottobre
Testimonianze video di:
Tina Montinaro, Stefania Grasso, Giacomo Ebner, Giovanni Impastato
Sul portale www.officinalegalita.itPagina Facebook del Premio

• Giovedì 22 Ottobre – ore 21
Sala della Provincia di Teramo
Spettacolo di satira “Ridere di Mafia” con Fabian Grutt

• Giovedì 22 Ottobre
Testimonianze video di:
Floriana Bulfon, Don Aniello Manganiello, Roberto Sparagna e Claudio Cordova
Sul portale www.officinalegalita.itPagina Facebook del Premio

• Venerdì 23 Ottobre – ore 21
Auditorium de L’Aquila
Video “28 anni di Premio Borsellino

• Venerdì 22 Ottobre
Testimonianze video di:
Tommaso Navarra, Filippo Lucci e Luca Maggitti
Sul portale www.officinalegalita.itPagina Facebook del Premio

• Sabato 24 Ottobre – ore 18
Libreria Rinascita – Ascoli Piceno
Presentazione del Libro “Servire il Popolo
Ospite
Pietro Folena –  Autore del Libro
Presenta
Francesca Martinelli

• Sabato 24 Ottobre
Testimonianze video di:
Floriana Blufon 
Sul portale www.officinalegalita.itPagina Facebook del Premio

• Lunedì 26 Ottobre – Ore 11
IPSSEOA F. De Cecco di Pescara
Presentazione del Libro “Una nuova economia ecologica
Saluti
Alessandra Di Pietro – Dirigente Scolastica
Ospite
Patty L’Abbate – Senatrice / Autrice del libro
Interviene
Tommaso Navarra – Presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

• Lunedì 26 Ottobre
Testimonianze video di:
Nicola Morra, Alessandra Dolci e Fabrizia Francabandera 
Sul portale www.officinalegalita.itPagina Facebook del Premio

• Martedì 27 Ottobre – Ore 11
Istituto Statale Superiore Vincenzo Moretti di Roseto degli Abruzzi
Presentazione del Libro “Annacuccù
Saluti
Sabrina Del Gaone – Dirigente Scolastica
Ospite
Primo Di Nicola – Senatore e Autore del Libro

• Martedì 27 Ottobre
Testimonianze video di:
Luciano Costantini, Angiolo Pellegrini e Giuseppe Baldessarro 
Sul portale www.officinalegalita.itPagina Facebook del Premio

• Mercoledì 28 Ottobre – Ore 11
Istituto Statale Superiore Vincenzo Moretti di Roseto degli Abruzzi
Se ti giri sei complice
Incontro contro il bullismo
Saluti
Sabrina Del Gaone – Dirigente Scolastica
Ospite
Pietro Paolo Mascione – Vicepresidente nazionale di ‘Ultimi’

• Mercoledì 28 Ottobre
Testimonianze video di:
Leonardo Guarnotta, Vittorio Teresi, Luigi Savina e Federico Cafiero De Raho
Sul portale www.officinalegalita.itPagina Facebook del Premio

• Giovedì 29 Ottobre – Ore 11
Istituto Statale Superiore Vincenzo Moretti di Roseto degli Abruzzi
Cyberbullismo: capire per prevenire
Incontro contro il bullismo
Saluti
Sabrina Del Gaone – Dirigente Scolastica
Ospite
Antonio La Scala – Avvocato Penalista, Presidente Associazione Gens Nova
Daniele Ciniglio – Attore

• Giovedì 29 Ottobre – Ore 21
Teatro Flaiano – Pescara
Spettacolo Teatrale “Per questo mi chiamo Giovanni
Ingresso Libero

• Venerdì 30 Ottobre – Ore 10
Teatro Flaiano – Pescara
Cerimonia di Premiazione

Conferenza stampa della XXV Edizione del Premio in diretta Streaming


Lunedì 19 ottobre alle ore 11.15 alla Sala Tinozzi di Pescara
si terrà la Conferenza Stampa della XXV Edizione del Premio nazionale Paolo Borsellino.

La diretta sarà trasmessa anche sulla pagina Facebook ufficiale del Premio nazionale Paolo Borsellino.

La Conferenza stampa si terrà rispettando le misure di prevenzione per il contenimento del contagio da Covid-19.

Il generale Angiolo Pellegrini per la XXV Edizione del Premio

noi, gli uomini di falconeIl 20 ottobre appuntamento a Pescara*
per la XXV Edizione del Premio nazionale Paolo Borsellino
con la presentazione del libro Noi, gli uomini di Falcone – La guerra che ci impedirono di Vincere” di Angiolo Pellegrini

Pescara
Officina del Gusto – ore 11
IPSSEOA “Filippo De Cecco”
Saluti
Alessandra Di Pietro
Dirigente Scolastica
Ospite
Angiolo Pellegrini
Autore del libro

*È prevista la partecipazione di una delegazione
di studenti in presenza ed è garantita la partecipazione
all’incontro in Streaming di tutti gli altri studenti

TINA MONTINARO PER LA XXV EDIZIONE DEL PREMIO

Il 02 ottobre appuntamento con Tina Montinaro a Pescara
per la XXV Edizione del Premio nazionale Paolo Borsellino

Pescara
Officina del Gusto – ore 11
IPSSEOA “Filippo De Cecco”

Saluti
Alessandra Di Pietro
Dirigente Scolastica

Ospite
Tina Montinaro
Moglie di Antonio Montinaro
Presidente dell’Associazione Quarto Savona 15

Interviene
Alessandra Bucci
Questore Vicario di Pescara

Pietro Folena apre la XXV Edizione del Premio

La XXV edizione del Premio Borsellino apre il 18 ottobre con la presentazione del nuovo libro di Pietro Folena:Servirsi del Popolo. Origini, sviluppo, caratteri del nuovo populismo”

La rassegna, che va avanti in “presenza” e in “Streaming” fino al 30 ottobre, si alterneranno come sempre numerose personalità.

pietro-folena

Dal magistrato del “Poll” Leonardo Guarnotta con il suo libro“I miei anni nel bunker” al giornalista Lirio Abbate con “U siccu”, dal generale Angiolo PellegriniNoi, gli uomini di Falcone” a Gianfranco Carofiglio con “La misura del tempo” e tanti altri.

La scelta di inserire, tra gli eventi della XXV Edizione del Premio, la presentazione del libro di Pietro Folena, è uno strumento di sensibilizzazione per denunciare il pericolo dei nuovi fascismi che sono alla porta del nostro Paese.

Il populismo è una pericolosa tentazione per i principali partiti politici in tutto il mondo, ma in Europa potrebbe diventare la causa di uno tsunami totalitario. La propaganda populista, come scorciatoia per conquistare il potere e mobilitare le masse, è stata ed è tuttora un fenomeno storico ciclico che mette in pericolo la vera essenza della democrazia e dei valori ad essa collegati, come i diritti umani individuali e la tolleranza. La sua natura pericolosa può essere constatata riesaminando gli anni 20, 30 e 40 del secolo scorso, quando la grande depressione economica, iniziata nel 1929, ha preparato il terreno per il Fascismo e il Nazismo.

Lo sappiamo noi e lo sapete voi, l’incertezza genera paura e la paura conduce all’odio, specie quando le emozioni e i timori delle persone vengono manipolati. Sulla scia della crisi economica, cominciata nel 2008, l’Europa potrebbe subire questo fenomeno ciclico in misura maggiore rispetto a quanto avvenuto ai tempi della passata grande depressione.

Con ricerche approfondite, utilizzando un approccio storiografico che non sacrifica la chiarezza e l’immediatezza della lettura e sfruttando la sua grande esperienza di dirigente politico, Pietro Folena, indica chiaramente quali sono le radici e le traiettorie del successo dei movimenti e dei partiti populisti e sovranisti, portatori di istanze con cui le culture politiche democratiche dovranno fare i conti se vogliono sopravvivere all’ondata che rischia di travolgerle.

“Officina Legalità” Individualità e Testimonianze

Premio nazionale Paolo Borsellino / Anno 2020
Progetto: “Officina Legalità” – Individualità e Testimonianze

Il Premio Nazionale Paolo Borsellino, per l’Anno 2020, a seguito delle misure restrittive durante il periodo del lockdown, ha ritenuto opportuno adottare un nuovo strumento per continuare il percorso di “Educazione alla Legalità” attraverso il progetto “Officina Legalità” – Individualità e Testimonianze. (I / II Edizione)

Perché?
Perché il momento di sensibile cambiamento in cui ci siamo ritrovati ci ha fatto “guardare” le cose da un altro punto di vista e continuare quell’azione di Educazione alla cittadinanza attiva che il Premio Nazionale Paolo Borsellino porta avanti da 25 anni.
Officina Legalità, è un Progetto Didattico Web, nato nella primavera dell’anno 2020, fatto di interviste alle tante Individualità, impegnate quotidianamente contro il tentacolare mondo delle mafie, che in questi anni ci hanno onorato della loro presenza diretta e che, anche per questo anno in un modo diverso, hanno scelto di essere ancora una volta vicini al Premio Borsellino.

Il Premio, giunto alla sua XXV Edizione, attraverso Officina Legalità ha favorito lo sviluppo di una nuova modalità di comunicazione a favore di tutti gli studenti impegnati nei percorsi di Cittadinanza e Costituzione, utili per lo svolgimento degli esami di maturità.

I Edizione Officina Legalità

37 INTERVISTE:
Leonardo Guarnotta: Magistrato membro del Pool antimafia di Caponnetto, Falcone e Borsellino, Luigi Savina: Prefetto Vice Capo della Polizia di Stato, Presidente Emerito del Premio Nazionale Paolo Borsellino, Nicola Morra: Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Vittorio Teresi: Procuratore Aggiunto di Palermo – collega dei Giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone – Presidente del centro Studi “Paolo e Rita Borsellino”, Alessandra Dolci: Capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, Roberto Sparagna: Sostituto Procuratore alla DDA di Torino, Giacomo Ebner: Magistrato – Responsabile dei tavoli della legalità presso il Ministero dell’Istruzione, Tina Montinaro: moglie di Antonio Montinaro, Fabio Anselmo e Ilaria Cucchi, Floriana Bulfon: giornalista d’inchiesta de “L’Espresso” e “La Repubblica, passando per Giuseppe Baldassarre: scrittore e penna di “La Repubblica”, Claudio Cordova: fondatore e direttore del quotidiano online di Reggio Calabria “Il Dispaccio”, Sabrina Del Gaone: Dirigente Scolastica dell’I.I.S. V.Moretti, Alessandra Di Pietro: Dirigente Scolastica IPSSEOA De Cecco e tantissimi altri gli amici.

3 APPUNTAMENTI SPECIALI
• Il ricordo di Peppino Impastato con l’intervista esclusiva al fratello Giovanni
• Il ricordo del XXVIII Anniversario della Strage di Capaci
• Il ricordo del XXVIII Anniversario della Strage di Via D’Amelio

I NUMERI 370.000 visualizzazioni
(Sito Ufficiale http://www.premioborsellino.com e canali Social)

1200 MINUTI di Informazioni inedite e attuali che il Premio rende disponibile a Docenti e Studenti di tutte le scuole d’Italia attraverso il portale:
www.officinalegalità.it (area riservata)

Con questi presupposti, parte la II Edizione di Officina Legalità quale strumento didattico per l’Anno Scolastico 2020/2021 per la promozione della Cultura della Legalità.
Grazie al Miur e alle tante collaborazioni istituzionali che contribuiscono a sensibilizzare la società civile, il Premio Nazionale Paolo Borsellino vuole continuare ad ampliare l’offerta formativa per i prossimi anni scolastici, appunto, abbracciando anche la Rete.

In prospettiva del nuovo Anno Scolastico 2020/2021, il Premio mette a disposizione gratuitamente tutto il materiale del progetto “Officina Legalità”, costantemente aggiornato attraverso una piattaforma multimediale web streaming: www.officinalegalità.it (area riservata), con accesso consentito a tutto il personale didattico, a supporto del programma di Educazione Civica, reso obbligatorio.


Istruzione di accesso:
• CLICK:  www.officinalegalità.it 
- DATI ACCESSO
REGISTRAZIONE
• PIATTAFORMA MULTIMEDIALE
• Filtri di ricerca
• Riferimenti scolastici – Personalità

A disposizione dei docenti, tutti i video sono supportati da un’unità didattica da svolgere in CLASSE o in DAD


II Edizione Officina Legalità

40 INTERVISTE

3 APPUNTAMENTI SPECIALI
Il Ricordo del XLIII Anniversario di Peppino Impastato
Il Ricordo del XXIX Anniversario della Strage di Capaci
Il Ricordo del XXIX Anniversario della Strage di Via D’Amelio

I NUMERI
700.000 visualizzazioni (Sito Ufficiale http://www.premioborsellino.it, canali Social e Portale Dedicato: www.officinalegalità.it (area riservata)

XXV Edizione Premio Nazionale Paolo Borsellino

Dal 23 al 30 Ottobre 2020
Rassegna di incontri, presentazione di libri, proiezioni di film.
Secondo le modalità che ci saranno concesse per le restrizioni Covid-19

30 Ottobre 2020
CERIMONIA DI PREMIAZIONE
Teatro Circus di Pescara
Secondo le modalità che ci saranno concesse per le restrizioni Covid-19

“Vogliamo dedicare il nostro impegno ai tanti studenti che ci hanno dedicato parte del loro tempo e che mai, come questo momento, hanno avuto la forza di mettere a disposizione della collettività le loro più grandi risorse per il bene di tutta la società civile”.

CHI UCCISE IL PROCURATORE MARIO AMATO

Stessi esecutori, forse gli stessi mandanti. Il 23 Giugno 1980, il Magistrato Mario Amato viene assassinato dai NAR a soli 43 anni, mentre è in attesa dell’autobus che lo dovrebbe portare in Tribunale.

Indagava sui terroristi neri e aveva intuito l’intreccio occulto in cui maturò la strage di Bologna. Dava fastidio ai superiori e non fu protetto. Il 23 giugno di 40 anni fa i Nar gli spararono alla nuca e per l’Italia fu l’inizio dell’estate più tragica della storia repubblicana. Oggi all’Eur, nel punto in cui fu ucciso a Roma, il 23 giugno di quarant’anni fa, c’è una stele di pietra della Maiella intitolata Grido al cielo, scolpita dallo scultore Antonio Di Campli, raffigura il passaggio dalla vita terrena a quella spirituale.

Quella mattina alle otto il giudice Mario Amato salutò la moglie Giuliana e i figlioletti Sergio e Cristina e uscì d­i casa per prendere l’autobus in viale Jonio. Lo attendevano due terroristi della sigla neofascista Nar. Gilberto Cavallini gli sparò alla nuca, poi fuggì su una Honda guidata dall’allora minorenne Luigi Ciavardini.

Per l’Italia fu l’inizio dell’estate 1980, la più tragica della storia repubblicana, con la strage dell’aereo DC-9 nei cieli su Ustica (27 giugno), 81 morti, e la strage della stazione di Bologna (2 agosto), 85 morti, il più grave atto terroristico del dopoguerra. Per il giudice, fu la fine tragica di tre mesi di calvario: pressioni, avvertimenti, minacce, ad opera di quelle istituzioni che avrebbero dovuto proteggerlo e che invece lo abbandonarono. Il suo delitto è strettamente intrecciato alla strage di Bologna. Stessi esecutori, forse gli stessi mandanti. Una scia di sangue in un solo disegno eversivo e anti-democratico.

Il Procuratore Amato fu tradito da uomini dello Stato. Fu alto tradimento.

Sergio Amato, un uomo di 46 anni, fiero, con gli occhi appassionati identici a quelli del padre, non ama l’iconografia emotiva del delitto, come la foto della scarpa bucata sotto il lenzuolo che copriva il cadavere. Come in un passaggio di testimone, la ricerca del padre è diventata la sua. Cita a memoria gli atti giudiziari che riguardano l’omicidio del giudice: carte ingiallite, gli appunti a mano sull’agenda con la penna blu, rossa e verde, le relazioni battute a macchina, con le richieste di rinforzi che non arriveranno mai e una convinzione inflessibile. “Ritengo di dover tutelare non solo la mia dignità, ma anche quella della funzione che esercito”, disse al Consiglio superiore della magistratura dieci giorni prima di essere ucciso. Incaricato dalla Procura di Roma di indagare sulla destra eversiva e sui legami della stessa con la Banda della Magliana e la malavita camorrista, Amato venne lasciato solo dai suoi superiori nella sua difficile missione e soprattutto gli venne negata la protezione che gli avrebbe evitato il destino in cui incorse.

Chi uccise questo magistrato onesto, professionale, scrupoloso, coraggioso, un uomo molto lontano dai clamori e dalle luci della ribalta mediatica tipici del Tribunale di Roma. Amato stava andando al lavoro a piazzale Clodio con l’autobus, perché l’auto blindata, che aveva richiesto occupandosi di indagini “a rischio”, gli era stata negata con la burocratica giustificazione che gli autisti sarebbero stati disponibili soltanto a partire dalle 9 di mattina, mentre Amato era uso essere al lavoro al Tribunale già alle 8. Dopo il suo omicidio, al Tribunale furono assegnate trecento vetture blindate e il Procuratore Generale Giovanni De Matteo, che lo aveva lasciato di fatto solo nel suo lavoro d’indagine, fu inquisito dal Consiglio Superiore della Magistratura, che lo trasferì ad altro incarico presso la Corte di Cassazione. Amato ebbe incarico dal Procuratore Generale Giovanni de Matteo di riprendere le indagini avviate dal magistrato Vittorio Occorsio, che era stato ucciso mentre indagava sul gruppo di destra eversiva dei NAR e sul neofascista Pierluigi Concutelli (le indagini dimostrarono successivamente che fu proprio il Concutelli l’autore dell’omicidio Occorsio). Amato ebbe allora la promessa – mai mantenuta – di essere affiancato da un gruppo di colleghi. Ma ciò non avvenne mai.

Con Vittorio Occorsio, Mario Amato fu il primo magistrato a tentare una “lettura globale” del terrorismo. Attraverso i parziali successi delle indagini su singoli episodi terroristici disse davanti al Consiglio Superiore della Magistratura il 13 giugno 1980 – solo dieci giorni prima di essere ucciso : “sto arrivando alla visione di una verità d’assieme, coinvolgente responsabilità ben più gravi di quelle stesse degli esecutori materiali degli atti criminosi.” Amato riuscì a ricostruire le connessioni tra destra eversiva e Banda della Magliana e intuì i legami tra massoneria, sottobosco finanziario, economico e potere pubblico. Fu però lasciato solo a svolgere queste indagini, isolato dai suoi superiori e oggetto di continui attacchi da parte del collega giudice Antonio Alibrandi (padre del terrorista dei NAR Alessandro e fedelissimo di Giusva Fioravanti).

In una Procura della Repubblica che sarà poi chiamata spesso dalla stampa, riprendendo il titolo di un’opera di Georges Simenon, “Il porto delle nebbie”,  Amato era destinato ad entrare presto così nel mirino della destra eversiva e terroristica. Il terrorismo nero fu da lui perciò indagato nella più sconsolante solitudine e solo rimase fino alla mattinata del 23 giugno 1980 poche settimane prima della Strage di Bologna. Mentre attendeva un autobus alla fermata posta all’incrocio tra Viale Jonio e Via Monte Rocchetta, il sostituto procuratore fu raggiunto alle spalle da Gilberto Cavallini che gli esplose alla nuca un colpo di rivoltella fatale, per poi fuggire con una motocicletta che lo aspettava, alla cui guida era l’altro NAR Luigi Ciavardini.

 

Il ricordo degli studenti di Teramo per Giovanni Falcone

Che strano!

Giovanni Falcone, fu tradito dallo Stato, emarginato dalla magistratura, che, dopo il maxi-processo smontò il pool che aveva attaccato e colpito la mafia. Paolo Borsellino invece fu proprio ucciso per volontà di servizi  dello Stato. Oggi sono due eroi e  degli studenti teramani hanno chiesto di parlarne oggi alle 9,30. Sono contento.

Non mi stanco mai di parlare di  Falcone e Borsellino, anche se gli argomenti inevitabilmente si ripetono. E ogni volta mi emoziono nel raccontare ai i ragazzi la loro storia e a porgli la solita domanda che, per me, è la sintesi della storia, è la parte più intima e profonda del storia. Racconto loro come il magistrato fosse costretto a vivere blindato, scortato, per ragioni di sicurezza; a nuotare all’alba nel mare di Mandello per limitare i rischi di attentati; a rinunciare addirittura alla gioia della paternità per non lasciare figli orfani. Poi faccio la domanda: “Perché allora, in tutte le foto che abbiamo di Giovanni Falcone e del suo amico Paolo Borsellino, sorridono? Che cosa ci sarà da sorridere in una vita così sacrificata e rischiosa?.

A questo punto, dopo qualche secondo di silenzio, infilo nelle tasche dei ragazzi il sospetto: sorridono forse perché sono felici? Forse la felicità, quella vera, non c’entra con le cose da fare o da avere; forse la felicità vera arriva da un grande ideale che dà senso profondo a tutta la tua vita e che ti trasmette ogni mattina la gioia di una giornata nuova? Per Falcone e Borsellino quell’ideale era la legalità, la giustizia, la lotta generosa per liberare la Sicilia dalla mafia. Forse, per essere veramente felici, anche noi dovremmo trovare un ideale del genere. È il motivo per continuo ad offrire il mio piccolo contributo che vuol essere un invito a conoscere la vita di un grande uomo e insieme la speranza che il suo esempio insegni a tutti noi a lottare per i valori più alti, con coraggio e determinazione. Il 18 maggio 1939 nasceva Giovanni Falcone. Un magistrato italiano che aveva compreso che per capire e battere  la mafia è necessario avere il coraggio di guardarla in faccia. Che ha dedicato la sua vita alla lotta contro la mafia senza mai retrocedere di fronte ai gravi rischi a cui si esponeva con la sua innovativa attività investigativa, mosso da uno straordinario spirito di servizio verso lo Stato e le sue istituzioni.

Un magistrato che a messo a nudo il sistema della criminalità organizzata, illustrandone i meccanismi e le articolazioni di potere, il perverso sistema di valori, le modalità di reclutamento dei nuovi affiliati, le attività illecite, i canali di accumulazione e di riciclaggio del denaro, le strategie di intimidazione e i rapporti con la politica. Un uomo che ha offerto una vibrante dichiarazione di impegno, che intaccò per la prima volta il muro di omertà che proteggeva i boss di Cosa Nostra. Un italiano che, con determinazione e i principi che lo guidavano, con i  suoi sogni per un Paese più giusta , il suo impegno, le vittorie e le sconfitte, l’epilogo, ci ha fatto capire che la mafia va combattuta da subito, senza aspettare di diventare grandi. Generalmente si ricordano gli anniversari delle morti di personaggi famosi, eroi, di chi ha fatto la storia.

Vale anche per Giovanni Falcone, il magistrato eroe ucciso dalla mafia nella strage di Capaci. L’anniversario della sua morte sarà ricordato tra meno di una settimana, manca ormai poco. E’ una ricorrenza che si ripete ogni anno. In pochi però ricordano la data del compleanno di un uomo che ha sacrificato la sua vita per lo stato, per la lotta alla mafia, per l’amore della verità e della giustizia. Ebbene, oggi, 18 maggio, è l’anniversario della nascita di Giovanni Falcone. Il suo compleanno.

Lo scorso anno davanti all’auto dilaniata della sua scorta un magistrato mi ha detto che celebrare la nascita avrebbe potuto allontanarci dall’elaborazione della morte.Io invece credo che la sua morte sia stata celebrata, abbastanza, profondamente, da chi ha davvero conosciuto e amato Falcone quando era in vita e che, a volte, le celebrazioni servono da passerella e poco hanno a che fare con la sostanza.Celebrare la nascita, in questo caso, significa ricordarci che ogni giorno può nascere in noi la voglia di verità per ciò che è STATO, e per tutto ciò che vogliamo che sia; che celebrare la nascita di un uomo come Falcone possa farci riportare i piedi per terra, ad una responsabilità condivisa.La parola eroe è spesso fuorviante: porta l’eroe in alto e l’uomo comune in basso; porta una distanza fisica e una giustificazione a non fare, l’alibi perfetto. Se è vero che “La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”, tutto il nostro impegno deve essere per escludere egocentrismi e per creare occasioni culturali, di reale solidarietà, di racconto della storia della Nazione e degli uomini che hanno fatto di tutto per aiutarla ad essere migliore. Sarebbero state 81 candeline sopra una torta. Mi piace immaginare che a quella festa di compleanno ci saremmo stati anche noi, tutti quanti. Forse un pò stretti attorno al tavolo ma tutti presenti, vicino a te a sorridere e ad abbracciarci. Anche noi avremmo voluto dirti che stavi facendo la cosa giusta, che il tuo lavoro e il tuo spirito di servizio sono un motore universale in grado di smuovere le coscienze. Ci credevamo e ci crediamo ancora. Ci crediamo da quel 1992. Le bombe non hanno distrutto il tuo ricordo indelebile, il tuo sorriso, la tua purezza d’animo e l’immensa ricchezza morale che ci hai lasciato in eredità.

Niente e nessuno ci è riuscito e ci riuscirà. La memoria storica è indelebile.  Mi piace immaginarti insieme al tuo amico fraterno Paolo Borsellino, mentre ammirate la vostra bellissima Palermo: oasi sconfinate e incolte prive di case, arse dal sole, che non trovano barriere e si abbandonano oltre l’imponente montagna che ombrosa si getta sul mare. Oppure mentre girate per il centro, ammirando i colori e i profumi di una città accogliente che abbraccia tradizione, musica e cultura. Mi piace immaginarvi così, sereni e felici, proprio perché anche voi avreste voluto assaporare quella normalità che vi è stata strappata ingiustamente da mani assassine. E da menti malvagie. Oggi l’autostrada di Capaci è più sventrata dalle bombe. Non ci sono più crateri, macchine in fiamme e sirene spiegate.

Oggi tutto è tornato apparentemente normale lungo le strade di Palermo. L’animo degli italiani, però,  è rimasto orfano di un senso di giustizia e di uno spirito di servizio che avrebbe potuto abbattere un male che ancora oggi attanaglia la società contemporanea con metodologie sempre diverse. “La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni” tu dicevi. Noi non abbiamo smesso di lottare e di crederci, Giovanni. Non lo faremo. Mai. Buon compleanno. Ovunque tu sia.Vogliamo ricordarti, perché questa data ha un sapore di vita e non di morte. E’ la data in cui un eroe, un grande servitore dello stato, è venuto alla luce. Non il giorno in cui l’hanno ammazzato, facendo finire tutto ma non le speranze di andare avanti e di proseguire la sua opera.

Giovanni Falcone è nato il 18 maggio 1939. Quando, presso lo svincolo di Capaci, il tritolo ha fatto saltare in aria la tua Croma bianca con a bordo la moglie Francesca Morvillo e l’autista, oltre all’auto con i tre agenti della scorta anch’essi uccisi, non ha cancellato il lavoro fatto per arrivare al maxiprocesso, alla cattura di Totò Riina, alla sconfitta dei Corleonesi. Uccidere Falcone non è servito a nulla, se non a renderlo ancora più grande, se possibile. La data della sua nascita, invece, ha fatto la storia d’Italia.Buon compleanno Giovanni Falcone. Non muore mai chi vive nel cuore di chi resta. “Gli uomini passano, le idee restano e continuano a camminare sulle gambe di altri uomini”.