Gesù è più forte della camorra

Al XXIII Premio Nazionale Paolo Borsellino
Gesù è più forte della camorra di Don Aniello Manganiello

Gesù è più forte della camorra, il libro di Don Aniello che esce il 29 settembre con una nuova edizione sarà presentato in 4 città  dall’11 al 12  ottobre nell’ambito del 23° Premio Borsellino. “Gesù è più forte della camorra” è il racconto di vita di don Manganiello, un coraggioso prete di frontiera che si batte da oltre vent’anni per sconfiggere la camorra e a favore dei più deboli. Senza reticenze né ipocrisie. Una figura sempre al fianco delle persone bisognose, che si mischia tra gli ultimi e si impegna con quotidiana perseveranza nella difesa della giustizia, ma anche nella ricerca di redenzione e dialogo con i camorristi di cui denuncia, al tempo stesso e senza indugio, l’azione criminale. Questo diario raccoglie la testimonianza della sua intera missione che a partire dalle strade di Scampia (a Napoli) raggiunge attualmente gran parte del territorio nazionale tramite l’associazione “Ultimi contro le mafie e per la legalità”.

E’ il diario in prima linea di don Aniello, ma è anche un richiamo forte a chi propone parole nobili – legalità, moralità, non violenza – eppure si tiene lontano dalla realtà del quartiere. Una testimonianza necessaria per capire cosa significa nascere, vivere e morire a Scampia.

Ci sono due modi di intendere la missione apostolica in un territorio difficile come Scampia: uno è chinare la testa, non esporsi, parlare solo se interrogati; l’altro è quello del padre guanelliano don Aniello Manganiello. Consiste nel vivere fianco a fianco con gli abitanti del quartiere e condividerne i problemi, spostandosi sempre a piedi perché “in macchina non puoi verificare se il tuo passo è cadenzato su quello dei ragazzi”. Sin dal primo giorno, don Aniello presta aiuto ai malati di Aids e ai tossicodipendenti, conduce battaglie sociali a favore di famiglie troppo frettolosamente etichettate come malavitose, visita le case di camorristi veri e li ascolta, ne ottiene la fiducia e talvolta vede persino compiersi conversioni e ripensamenti radicali. Con questi metodi, però, diventa un personaggio scomodo: nel quartiere è oggetto di continue minacce, fuori si fa nemici nell’Amministrazione comunale e negli alti ranghi ecclesiastici, a suo giudizio non sufficientemente impegnati – nonostante i proclami – dalla parte dei più deboli.

Il ricordo di Rita Borsellino

Di Giulio Cavalli

Forse di questi tempi in cui l’antimafia è diventata orpello o campo di scontro politico non ci renderemo conto subito di quanto la sua morte sia una perdita grave e quanto ci mancherà il suo sguardo sul presente. In fondo, se ci pensate, l’antimafia di Rita è sempre stata così lontana dall’esibizionismo degli uomini forti e dalla feroce sete di vendetta che ultimamente qualcuno può avere pensato di averla messa fuori gioco.

Quando capitava di conoscerla colpiva la sua gentilezza. Una gentilezza ferma, una di quelle che riesce ad essere forte senza bisogno di perdere la misura, anzi talmente forte da non avere bisogno di strepiti, di insinuazioni, di provocazioni. Rita Borsellino è stata una sacerdotessa della verità, capace di riconoscerne le imitazioni, convinta di non accontentarsi delle risposte parziali. Ho conosciuto Rita Borsellino poco dopo essere finito sotto scorta, le minacce mafiose mi sembravano un incubo in cui ero incappato e da cui pensavo di non aver mai la forza di uscirne e lei, insieme ai ragazzi di Libera in Sicilia e alla grande famiglia di Addiopizzo, mi ha accolto come se mi avesse conosciuto da sempre, con la solidarietà di chi crede che superare i problemi (anche quelli degli altri) sia uno sforzo da portare avanti insieme.

L’umanizzazione di suo fratello Paolo e la sua difesa dal mito muto che ne avrebbero voluto fare troppi pezzi di istituzioni è stata una delle azioni più importati del movimento antimafia degli ultimi anni. Chi ha avuto la fortuna di ascoltarla ha avuto ben chiaro che via d’Amelio e l’Italia di quegli anni era molto di più di un semplice attentato mafioso e che la verità (così come l’antimafia in tutte le sue forme) sia un esercizio che richiede impegno, lavoro e serietà. La generazione di giovani che ha lavorato con lei è stata accompagnata alla consapevolezza civica che in questo Paese sembra terribilmente passata di moda, i suoi numerosissimi incontri hanno insegnato il dovere della curiosità: Rita Borsellino non parlava di giovani, per tutta la vita ha parlato ai giovani.

Solo perché è la sorella di Borsellino…” soffiavano velenosi i suoi detrattori e lei ne sorrideva: essere la sorella di Paolo era il suo orgoglio, farne memoria era la sua missione senza nascondimenti. «Il ricordo è qualcosa di cristallizzato nel tempo, fare memoria significa altro, vuol dire non ricordare un giorno all’anno portando una corona di fiori sul luogo dell’eccidio ma operare ogni giorno perché il passato non torni, perché a partire dai fatti del ’92-’93 si costruisca futuro e futuro libero» disse in un’intervista in occasione dell’ultimo 19 luglio, in via d’Amelio. E a me è sembrata una frase bellissima, un libretto delle istruzione per fare memoria in ogni campo, anche oltre all’antimafia.

Di Rita ci mancherà questo: la capacità di mantenere attuale Paolo Borsellino per 26 anni di fila, senza lasciare che si annacquasse uno solo dei valori di cui era stato portatore, senza bisogno di cadere mai nella retorica. Quando qualcuno le chiedeva un ricordo personale sul fratello lei rispondeva sempre «i miei ricordi sono talmente intimi che li tengo per me e li custodisco gelosamente». E noi, ora, ci permetteremo di essere gelosi di lei.

https://www.fanpage.it/un-fiore-di-nome-rita/

XXVI Anniversario delle stragi di Capaci e Via D’Amelio

La cerimonia sul tema nazionale “Angeli custodi: l’esempio del coraggio, il valore della memoria” , in onda su Rai1 “Unomattina”,  si svolgerà presso l’Aula Magna dell’Università di Teramo con la partecipazione di studenti dell’Università e dell’ I.I.S. Vincenzo Moretti di Roseto degli Abruzzi.

Quarto Savona 15

Video

Pescara – 12 Maggio 2018
“La memoria in viaggio”
“Abbiamo sentito il dovere di organizzare la tappa abruzzese di un viaggio che, grazie a Tina Montinaro e alla Polizia di Stato, percorre le città dell’Italia per affermare che la memoria di uomini straordinari che hanno perso la vita per la democrazia è viva solo se tutti insieme riusciamo a trasformarla in impegno quotidiano contro tutte le mafie”.

XXVI Anniversario delle stragi di Capaci e Via D’Amelio

Il Miur, la Fondazione Falcone, l’Università degli Studi di Teramo, e l’Associazione culturale “Falcone e Borsellino” – promotrice del Premio nazionale Paolo Borsellino – organizzano il giorno 23 maggio 2018, dalle ore 9.00 alle 12.00, la cerimonia per il  “XXVI Anniversario delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio” .

La cerimonia sul tema nazionale “Angeli custodi: l’esempio del coraggio, il valore della memoria” , in onda su Rai1 “Unomattina”,  si svolgerà presso l’Aula Magna dell’Università di Teramo con la partecipazione di studenti dell’Università e dell’ I.I.S. Vincenzo Moretti di Roseto degli Abruzzi.

La giornata della Memoria della Strage di Capaci, è la giornata del ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e dei loro agenti di scorta Rocco Di Cillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro, uccisi dalla bomba piazzata 26 anni fa da Cosa Nostra sotto l’autostrada Palermo-Punta Raisi.

La giornata del 23 maggio, negli ultimi anni, ha permesso a migliaia di studenti italiani di conoscere da vicino questo brano della recente, drammatica storia italiana e ora si rinnova, cambia e si pone l’obiettivo più ardito di “aprire finestre sulle mafie” altrove, anche lontano da Palermo ed entrare più profondamente nella coscienza nazionale.

Nel nome di Giovanni Falcone, gli studenti italiani pianteranno alberi Falcone anche lontano da via Notarbartolo e parleranno della mafia che pervade le loro città.

 

QUARTO SAVONA 15

Pescara – 12 Maggio 2018
“La memoria in viaggio”
“Abbiamo sentito il dovere di organizzare la tappa abruzzese di un viaggio che, grazie a Tina Montinaro e alla Polizia di Stato, percorre le città dell’Italia per affermare che la memoria di uomini straordinari che hanno perso la vita per la democrazia è viva solo se tutti insieme riusciamo a trasformarla in impegno quotidiano contro tutte le mafie”.

Foto di Mimmo e Andrea Cusano

Quarto Savona 15

QUARTO SAVONA 15 “La Memoria in Viaggio”

La “Quarto savona 15” l’auto di scorta di Giovanni Falcone distrutta dall’esplosione di Capaci dentro la quale furono trucidati il giudice, sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

In occasione del XXVI anniversario della strage di Capaci, a Pescara – sabato 12 maggio alle ore 10.00 presso la piazza del Sacro Cuore – si inaugura la mostra “Quarto Savona 15 “La memoria in viaggio” dal nome in codice della scorta. Perché quel viaggio – in tutti questi anni – non si è mai interrotto, toccando altre città d’Italia grazie all’impegno dei familiari e della Polizia di Stato.

Presenti alla cerimonia circa 1000 studenti provenienti dalle scuole di tutto la Regione, numerosissimi ospiti e testimoni giustizia. Ad aprire la cerimonia, il saluto del Sindaco della città di Pescara Marco Alessandrini e gli interventi di Giovanni Legnini Vice Presidente del C.S.M. Presidente del Premio Naz.le Paolo Borsellino, Luigi Savina Vicecapo Vicario della Polizia di Stato, Federico Cafiero De Raho Procuratore Nazionale Antimafia, Giovanna Boda Direttore Generale DG Studente Miur, Fabrizia Francabandera Presidente Corte d’Appello di L’Aquila, Gerardina Basilicata Prefetto di Pescara, Francesco Misiti Questore di Pescara, Massimiliano Serpi Procuratore Repubblica Pescara e la vedova del capo scorta Tina Montanari.

Inoltre, le numerose testimonianze di uomini e donne che con il loro impegno civile e sociale lottano quotidianamente per una società più giusta e meno violenta.
Angiolo Pellegrini Generale dei Carabinieri, Domenico Trozzi Generale della Polizia di Stato, Luciano D’Amico Rettore Università degli Studi di Teramo, Alessanda Di Pietro Dirigente scolastica IPSSEOA F. De Cecco, Sabrina Del Gaone Dirigente scolastica I.I.S. “V. Moretti”, Carlo Cappello Dirigente scolastico Liceo Scientifico “G.Galilei”, Tommaso Navarra Presidente del Parco Naz.le Gran Sasso
Conduce la cerimonia Oscar Buonamano

“Abbiamo sentito il dovere di organizzare la tappa abruzzese di un viaggio che, grazie a Tina Montinaro e alla Polizia di Stato, percorre le città dell’Italia per affermare che la memoria di uomini straordinari che hanno perso la vita per la democrazia è viva solo se tutti insieme riusciamo a trasformarla in impegno quotidiano contro tutte le mafie”.

La “Quarto savona 15” è parte del “Progetto per la promozione della cultura della legalità, della cittadinanza attiva e responsabile” organizzato dal “Premio Borsellino” in collaborazione con il Miur, con l’Associazione “Falcone e Borsellino” e con l’IPSSEOA F. De Cecco di Pescara.

 

Uno dei simboli della memoria della strage e di lotta alla mafia: lo sfrontato manifesto di morte e terrore della mafia. A distanza di 26 anni dal tragico evento ancora oggi la vettura percorre chilometri per testimoniare la forza della legalità, nonostante sia stata colpita in pieno dalla deflagrazione di 600 chili di tritolo.
Portando la teca da Palermo a Pescara, si vuole raccontare la storia di chi viaggiava su quell’auto, i ragazzi della “Quarto Savona 15” (questo il nome in codice della scorta), e permettere ai cittadini e soprattutto agli studenti di rendere omaggio ai ragazzi della scorta di Falcone che viaggiavano su quell’auto che il 23 maggio 1992 e fu colpita in pieno dalla deflagrazione e ritrovata distrutta, in un uliveto a diverse centinaia di metri di distanza dal luogo dell’attentato. È un orrore raccontato attraverso una serie di dettagli che fanno storia e che costituiscono memoria. Quell’auto è’ il simbolo di uno degli eventi più terribili della storia d’Italia. La Quarto Savona Quindici rappresenta un monito perenne per non dimenticare la strage di Capaci e tutte le vittime innocenti delle mafie.

La memoria è ricordo e anche speranza, è la speranza che passa da un percorso di cultura e legalità realizzato da anni all’interno delle scuole e nei confronti di ragazzi che quel giorno non erano ancora nati.

Sono le 17.56 del 23 maggio 1992 quando la Croma marrone su cui viaggiano gli uomini della scorta di Giovanni Falcone viene spazzata via da 600 chili di tritolo che fanno saltare in aria un pezzo di autostrada all’altezza dello svincolo di Capaci. Un cumulo di ferraglia è quel che resta oggi della vettura che, in una teca, dal 12 al 14 maggio rimarrà esposta a Piazza Sacro Cuore, per la prima volta in Abruzzo.
Resta poco, quasi niente. Un’auto accartocciata, distrutta dalla massiccia carica esplosiva, che restituisce a chi la guarda un numero ancora ben visibile: 100.287. Sono i chilometri percorsi sino a quel tragico momento dall’auto in cui si muovevano i tre uomini della scorta. Tre vite spezzate, tre vite che anche attraverso questa iniziativa l’associazione prova a far rivivere, a raccontare. Per sensibilizzare i territori e le giovani generazioni a combattere contro la mafia, contro la cultura mafiosa, e per non dimenticare la strage di Capaci. Per questo, Matilde e Tina Montinaro, rispettivamente sorella e moglie di Antonio, hanno espresso il desiderio che la macchina potesse attraversare l’Italia . Il suo passaggio significherà un momento di memoria condivisa e rappresenterà soprattutto la speranza che quella Croma possa continuare a camminare attraverso ognuno di noi, perché quella strage del 23 maggio in realtà non l’ha mai fermata.

Giornata per la libertà di stampa

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L’Associazione Società Civile in collaborazione con l’I.I.S. Vincenzo Moretti attraverso il “Premio Nazionale Paolo Borsellino – Tutto l’anno” per la “giornata sulla libertà di stampa” nell’ambito della rassegna “L’indifferente è complice”. Giovedì 03 maggio – Roseto degli Abruzzi – I.I.S. V.Moretti – h. 11 Programma completo: http://www.premionazionalepaoloborsellino.com/progetto-lindifferente-e-complice/  Dopo … Continua a leggere

DONNE DI CORAGGIO

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L’Associazione Società Civile in collaborazione con l’I.I.S. Vincenzo Moretti attraverso il “Premio Nazionale Paolo Borsellino – Tutto l’anno” per lo spettacolo teatrale “Donne di coraggio” nell’ambito della rassegna “L’indifferente è complice”. Sabato 21 aprile – Roseto degli Abruzzi – I.I.S. V.Moretti – h. 11 Programma completo: http://www.premionazionalepaoloborsellino.com/progetto-lindifferente-e-complice/  Dopo il … Continua a leggere