PROGETTO

Premio nazionale Paolo Borsellino 20ª edizione. Ancora una volta da 21 anni 10 giornate di incontri, confronti, di elaborazioni e di proposte.

 Ancora una volta un lungo seminario di riflessione e analisi per fare il punto sullo stato della lotta alle mafie nel nostro paese, in un momento in cui la minaccia rappresentata dal potere illegale e violento di queste organizzazioni criminali è particolarmente insidiosa e pone nuove interrogativi.

Perché memori dell’insegnamento di Rocco Chinnici, Antonino Caponnetto, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, accanto all’opera di contrasto svolta a livello repressivo dalle forze dell’ordine, e dalla magistratura e che concretizza il doveroso e imprescindibile impegno dello Stato, sentiamo la necessità di rafforzare il versante strategico della prevenzione.

È quindi il momento di lavorare insieme per affermare con forza che se le mafie esistono, esiste anche un’Italia fatta di persone e realtà che vogliono portare il loro contributo, che hanno il coraggio della parola e della denuncia e vogliono fare la propria parte fino in fondo.

“Società  Civile” invita gli esponenti della politica, dell’informazione e della cultura del nostro paese, i rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine e della magistratura a ragionare insieme sulle nuove strategie da mettere in atto per combattere le mafie. Ogni mafia.

“Società Civile” dunque promuove questo XVIII Premio Nazionale per l’impegno sociale e civile, per la pace e per la legalità, per offrire il giusto riconoscimento alle tante persone, alle molte associazioni e realtà che hanno continuato, in questi anni, a resistere allo strapotere e alla violenza, contribuendo a costruire un paese migliore.

Ma anche con la convinzione che il modo migliore di ricordare quanti hanno perso la vita facendo il proprio dovere istituzionale e/o di semplici cittadini sia di costruire nuove possibilità di crescita civile e di sviluppo .

Per raggiungere questo obiettivo, “Società  Civile”  intende valorizzare il grande lavoro e la lunga esperienza delle associazioni, degli enti e degli altri soggetti collettivi impegnati nei più diversi contesti in attività di lotta ai fenomeni mafiosi: dalla prevenzione alle azioni di solidarietà, da quelle di assistenza, all’educazione alla legalità, per contribuire all’elaborazione di strategie di lotta nonviolenta e democratica contro la cultura e il dominio mafioso del territorio e di resistenza alle sue infiltrazioni nel tessuto sociale, economico e politico.

Contro la mafia, contro tutte le mafie, contro la corruzione politica e gli intrecci clientelari che alimentano gli affari delle organizzazioni criminali e il malcostume, per costruire, invece, percorsi di cittadinanza, informazione, legalità, giustizia, solidarietà che, a partire dal valore fondamentale della dignità di ogni essere umano, siano il più valido antidoto al proliferare della violenza mafiosa.

Il messaggio della 18ª edizione del Premio “Paolo Borsellino” è dunque duplice, inevitabilmente negativo (CONTRO) ma soprattutto positivo (PER): per mostrare quanto è stato realizzato sul versante civile e istituzionale contro lo “stile” mafioso, contro le connivenze e i complici silenzi e, nel contempo, per elaborare e mettere a disposizione di tutti – a cominciare dalle scuole – una serie di proposte concrete.

PER UNA DOMANDA DI GIUSTIZIA

Non c’è dubbio che tra le priorità di sempre vi sia quella di dare risposta alla domanda di giustizia che sale dal Paese suscitata da tanti fattori che vanno dalla crisi economica all’allarme criminalità. E da vicende come quella recente dell’uccisione misteriosa e tragica di Paolo Borsellino in cui pezzo dello Stato si immaginano collusi con l’antistato.

PER UNA POLITICA DI LEGALITÀ

Le mafie, la criminalità delle bande di spacciatori e sfruttatori che trafficano droghe e carne umana non avrebbero potuto rappresentare la minaccia che attualmente costituiscono per la convivenza civile se non avessero potuto contare sulle collusioni con la politica e con le istituzioni, ai diversi livelli.

Per invertire la tendenza, occorre mettere a fuoco alcune leggi, a partire dalla proposta di un Testo Unico per la legislazione antimafia e dall’estensione della Legge 109/96 ai

corrotti per finire alla normativa in materia di scioglimento dei comuni per infiltrazioni mafiose e a quella in tema di appalti pubblici.

Il confronto con il mondo della politica, della magistratura e delle forze dell’ordine va, dunque, finalizzato a questi approfondimenti ma serve anche a definire un’etica dell’impegno politico che richiami chi svolge questo servizio per la comunità ai suoi doveri e alle sue responsabilità.

 Idee e progetti che a partire dalle riflessioni sui sei grandi temi di riferimento (libertà, cittadinanza, informazione, legalità, giustizia, solidarietà), possano costituire occasione di lavoro successive al Premio per i diversi soggetti, istituzionali e non, chiamati a partecipare.

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